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lunedì 21 gennaio 2008

AL CAPOLINEA



Lamberto Dini, leader dei Liberal democratici «Le conseguenze di un'eventuale sfiducia al ministro dell'Ambiente sono diverse a seconda dell'atteggiamento che il governo terrà sul caso: se si rimette all'Aula, può anche non dimettersi trattandosi di sfiducia individuale; se invece approva l'operato di Pecoraro, allora le dimissioni di Prodi diventano obbligate. Noi ascolteremo quello che verrà detto in Aula, ma visto che sono emerse chiare responsabilità politiche anche del ministro, che si è opposto alla costruzione dei termovalorizzatori, coerentemente con quanto abbiamo fatto sui rifiuti, non voteremo a favore». (Corriere della Sera, 20 Gennaio 2008)

Clemente Mastella, leader dell'Udeur: (ANSA) - BENEVENTO, 20 GEN -'Visto quello che fara' Dini, a questo punto sarebbe piu' decoroso se Pecoraro si dimettesse prima di andare in Senato', dice Mastella. Il leader dell'Udeur si e' riferito cosi' alla mozione di sfiducia nei confronti del ministro dell'Ambiente, in votazione mercoledi' al Senato. Alla domanda su come votera', Mastella risponde:'Che faro'? Io non ho l'obbligo della presenza...'. Quindi aggiunge polemicamente: 'Io mi sono dimesso, altri a Napoli no'.

giovedì 20 dicembre 2007

L'ENNESIMO REQUIEM?

Dopo il voto della Finanziaria in Senato, con annessa fiducia (tanto per cambiare... ), il Ministro della Giustizia Clemente Mastella ha dichiarato:"Il vertice della maggioranza del 10 gennaio è diventato inutile. A questo punto è giusto che si vada subito a votare". Dice infatti di aver considerato finora «componibile politicamente» la situazione, ma di fronte a «casi di angosce esistenziali» come quelle di Fisichella e Dini (che hanno dichiarato il voto favorevole solo per evitare l'esercizio provvisorio, ndr) "la cosa più corretta è andare al voto. Tocca al capo dello Stato decidere se e quando andremo a votare. E non so con quale legge elettorale. Se la maggioranza non c'è più, allora fare il vertice il 10 gennaio è inutile perché occorre solo a prendere atto che non ci sono più i numeri al Senato. Spesso le angosce esistenziali sono il preludio per fare scelte di campo banalissime".
Parole sante. Sperando che non si tratti solo dell'ennesimo "requiem".