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domenica 20 gennaio 2008

LA VERA SAPIENZA

ANGELUS DEL 20 GENNAIO 2008, PIAZZA SAN PIETRO:


IN 200 MILA ESPRIMONO SOLIDARIETA' AL PAPA, VICARIO DI CRISTO IN TERRA.


CAPITO?

lunedì 14 gennaio 2008

PER UNA SANA LAICITA'

Ci risiamo.
Le trombe dell'intolleranza laicista tornano a suonare.
L'occasione stavolta è la visita di Benedetto XVI all'Università La Sapienza di Roma (foto) in calendario il 17 Gennaio, giorno di inaugurazione dell'anno accademico. Sono previsti una visita del Papa alla cappella universitaria ed un discorso, ma non la Lectio Magistralis come ipotizzato in un primo momento. L'invito era stato rivolto dal Rettore Guarini, dopo deliberazione del Senato Accademico.

Ora però si viene a sapere di un appello sottoscritto da 67 docenti dell'Ateneo fondato da Bonifacio VIII, in cui si esprime riprovazione per la visita del Santo Padre. Nel frattempo, si vanno organizzando le proteste studentesche, che come spesso accade in queste occasioni rischiano di ingrossarsi con arrivi da altri Città o Regioni. Un caso nazionale, insomma.

La sensazione è che una minoranza iperlaicista stia facendo tanto chiasso quando alla Sapienza, come ha ricordato il prof. Dallapiccola, sono stati ricevuti persino i Raelliani (sì, proprio quelli che sostengono che l'umanità deriva da esperimenti alieni).

Ma oscurare la religione dal dibattito pubblico è forse laicità? La Chiesa non occupa il Parlamento puntando le pistole sulle tempie dei deputati, si rivolge alle coscienze di cattolici e uomini di buona volontà.

Abito vicino a Pavia, in Aprile 2007 venne a farci visita e fece tappa anche nel prestigioso Ateneo della città. Anche in occasione di questa storica visita alla "nostra" diocesi ci furono proteste dell'ultrasinistra e dei laicisiti, ma ricordo bene che i pass per l'udienza erano esauriti, gli studenti riservarono un'accoglienza calorosa e non ricordo nessuna lettera di protesta da parte di qualsivoglia docente. Come del resto non ricordo nessuna protesta quando Papa Ratzinger fu invitato a tenere quella splndida Lectio Magistrlis all'Università di Ratisbona. Le proteste per la verità arrivarono dopo, e non da parte dei docenti, come ben ricordiamo. Ma questa è tutta un'altra storia.

venerdì 11 gennaio 2008

IL NOSTRO DIO HA UN CUORE DI CARNE

Cari lettori

uno scambio di opinioni con il blogger Aetius mi ha ispirato questo post. Tema: il senso religioso dell'uomo e la Fede cristiana. Penso che ogni tanto sia importante confrontarsi anche su questi problemi impegnativi ma decisivi per la nostra vita.

Chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo? Da dove viene il mondo? Alzi la mano chi non si è mai posto queste domande. Sono domande eterne, perchè coinvolgono gli uomini di tutti i tempi ed esprimono la sete d'infinito del cuore umano. Non esiste società umana che non si sia confrontata con questi interrogativi, proprio perchè l'uomo è un essere essenzialmente religioso.

Ora, chiediamoci: cos'ha la Fede Cristiana rispetto ad altre religioni? Cosa la rende più vera rispetto all'Islam o all'ebraismo o all'indusimo o al teismo o ad altro ancora? In verità, troppo spesso si registra la tendenza a ridurre la Fede cristiana a Magistero o dottrina, ma così la si declassa al ruolo di corrente di pensiero, al pari di tante ideologie che si sono succedute nella storia.

Il Cristianesimo però è un Fatto. E' un prodigioso Incontro tra l'uomo e Dio, che assume la nostra stessa natura nell'Incarnazione del Verbo e come Uomo si carica delle nostre sofferenze. La Croce è il simbolo di un Dio che si è fatto come noi per farci come Lui.


Proprio perchè la Fede cristiana è così profondamente calata nella Realtà, tutto è sacro, non esiste aspetto del reale che sia estraneo al senso religioso: la preghiera, la liturgia, ma anche la politica, lo sport, lo studio, la sessualità. Sì, avete letto bene: la sessualità. Al contrario di quanto molti pensano, la Chiesa non uccide la sessualità, ma le dà le ali per volare più in alto.
Si vedano ad esempio le belle parole del Catechismo sugli sposi:


2335 Ciascuno dei due sessi, con eguale dignità, anche se in modo differente, è immagine della potenza e della tenerezza di Dio. L'unione dell'uomo e della donna nel matrimonio è una maniera di imitare, nella carne, la generosità e la fecondità del Creatore: « L'uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno una sola carne » (Gn 2,24). Da tale unione derivano tutte le generazioni umane.


O ancora, le parole (per me, scandalose) del Papa nel messaggio per la Quaresima 2007:

Ezechiele, per parte sua, parlando del rapporto di Dio con il popolo di Israele, non teme di utilizzare un linguaggio ardente e appassionato (cfr 16,1-22). Questi testi biblici indicano che l’eros fa parte del cuore stesso di Dio: l’Onnipotente attende il “sì” delle sue creature come un giovane sposo quello della sua sposa.

Per chi volesse approfondire, consiglio la stupenda enciclica "Deus caritas est".

Per ora, penso di aver lasciato abbastanza materiale alla riflessione.
Buona meditazione!
Emanuel