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lunedì 28 gennaio 2008

GIUSTIZIA E DINTORNI

Cari lettori
la recente crisi di Governo dovrebbe contribuire a mettere in luce un aspetto inquietante della vita pubblica italiana, che non riguarda la politica in senso stratto bensì un importante organo dello Stato. Sto parlando della magistratura.
Ricordate quando il gip di Milano Clementina Forleo richiese al Parlamento l'autorizzazione ad usare intercettazioni telefoniche, con toni talmente duri che le valsero un richiamo dal Capo dello Stato? E ricordate quando la stessa andò in televisione da Michele Santoro ad esporre il suo punto di vista? E ricordate la presenza, nel programma del già citato conduttore, del signor Luigi De Magistris (foto a lato), il quale aveva istruito una pratica che toccava anche il premier Romano Prodi e il Ministro della Giustizia Clemente Mastella? Parlasi proprio dello stesso De Magistris contestato dal Consiglio Superiore della Magistratura per la conduzione dell'indagine, e trasferito di luogo e di funzioni.
Cara Magistratura, la stessa che mentre Napoli affonda nei rifiuti non trova di meglio da fare che istruire l'ennesima pratica nei confronti di Berlusconi.

Infine, ecco la procura di Santa Maria Capua Vetere istruire una bella inchiesta nei confronti del Ministro Mastella, della moglie e del suo partito, con tanto delle solite interccetazioni telefoniche che impazzano sui soliti giornali. E vabbè, non ha la procura il diritto di istruire un'inchiesta?, chiederanno i miei 25 lettori. E proprio qui viene il bello.

Perchè proprio negli ultimi giorni due pareri illustri adombrano dubbi sulle modalità con cui l'azione è stata condotta.

Il primo, quello di Gerardo D'Ambrosio, ex pm di Mani Pulite, che chiosa senza mezzi termini :"E' un fatto grave che un giudice trattenga un provvedimento per tre mesi e poi emetta una misura cautelare dichiarandosi incompetente. Ma come si fa?" Aggiunge poiriferendosi agli arresti domiciliari di Sandra Mastella:"L'urgenza si giustifica per evitare la fuga o la reiterazione del reato, e per questo comprendo la reazione di Mastella: la prova della tentata concussione non poteva essere inquinata, perchè trattasi di intercettazione già agli atti" (Corriere della Sera, 24/01/2008).


Il secondo, quello del Vicepresidente del Csm Nicola Mancino, il quale afferma: "Personalmente ritengo che non ci fossero quelle condizioni che legittimano la custodia cautelare" (vedi qui)

Apriti cielo! Non vuoi che puntuale arriva l'esternazione di Saverio Borrelli, secondo il quale "Il '92 non è mai finito, il clima è sempre lo stesso" ed inoltre "Le reazioni della classe politica sono in contrasto con il principio che tutti sono uguali davanti alla legge" (leggi tutto).

Peccato che stavolta a fare certe affermazioni non è Berlusconi, nè il Ministro della Giustizia, nè qualsivoglia politico. Stavolta si tratta di due eminenti magistrati, gente che ne sa di legge. Ma vallo a spiegare al signor Borrelli.